La mente umana ricerca la sicurezza nella routine. La normalità di cose preordinate e quindi affidabili, fornisce al nostro inconscio la sicurezza che questo giorno sarà simile al precedente e, se il precedente nessun mostro è venuto a divorarci dal buio fondo della notte, allora probabilmente ce la caveremo anche oggi. Per questo motivo l'ordine viene inconsciamente percepito come un rifugio sicuro. La simmetria, la pulizia, una sequenza ordinata di eventi sono cose "positive". Questo ha fatto sì che uno dei più efficaci - e quindi usati - meccanismi narrativi si basasse proprio sull'ordine, sulla sua distruzione e rinascita. Praticamente qualunque grande racconto si basa su questa formula. Per esempio... in Inghilterra una volta c'era un re. Poi il re cadde e il regno piombò nel caos. Infine un giovinetto estrasse la spada dei re e cominciò una nuova era. Ordine, disordine, nuovo ordine: una saga secolare. Questa formula - che ricorre nelle fiabe (non per nulla i bambini amano sentirsi raccontare sempre la stessa fiaba perché così assistono alla riaffermazione delle certezze su cui stanno costruendo la propria personalità) in realtà si ripete anche nella nostra vita. La ricerca dell'ordine è uno dei nostri obiettivi. E se questo viene meno, il nostro obiettivo diventa la ricerca di un nuovo ordine. Funziona anche quando uno scrive e vuole farsi pubblicare. Ordine: la vita normale. Disordine: nasce una nuova storia che con le emozioni della sua composizione, getta scompiglio nell'ordine precedente. Ricerca del nuovo ordine: bisoga dare "realizzazione" alla storia e riuscire a pubblicarla sarebbe la giusta sublimazione di questo sforzo, sarebbe la realizzazione di un nuovo ordine, dove tutte le tessere del puzzle vanno ai propri posti.
Nel romanzo It, uno dei protagonisti vive una vita priva di ordine a causa di una forte balbuzie. Per ripristinare l'ordine, si affida a una specie di mantra: continua a ripetersi...
Stanno stretti sotto i letti
sette spettri a denti stretti
Seguire una procedura aiuta a convivere con il disordine e ci porta a tendere verso un nuovo ordine. Per questo l'efficace scrittura creativa deve essere disciplinata. L'adozione di un "modulo", di un metodo, ci serve navigare attraverso il caos. Scrivo, stampo, correggo, riscrivo. Per il momento il metodo è questo. E cerco di non guardare, non pensare a quello che potrebbe accadere domani: le scelte, le possibilità, portano scompiglio nell'ordine precostituito e a volte il nuovo ordine, fa paura. E allora scrivo, stampo, correggo e riscrivo.

A denti stretti.