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sabato 8 maggio 2010

Frantic... nothing unusual



...ma no, niente di che.
Non è che stia proprio facendo qualcosa. Anzi, da quando la rivista è chiusa (cosa che mi ha permesso di non vedere alcuni personaggini degni di un romanzo), vivo abbastanza rilassato.
Parliamo solo delle attività legate alla scrittura creativa. Vediamo...

La mia programmazione prevede
- un romanzo come ghostwriter
- un romanzo per una nuova collana
- un romanzo per una nuova casa editrice
- un romanzo tutto mio in fase di scrittura
- una rivista periodica dedicata ai racconti
- il racconto da usare come grimaldello per sfruttare un'occasione
- un pochino di promozione
- 4 setup e 4 idee mandate in giro
- la ricerca di pubblicazione di un romanzo già scritto
- alcuni microprogetti

mah... dove andremo a finire?

venerdì 26 febbraio 2010

via le ragnatele

Come giustamente mi è stato fatto notare da qualcuno e da qualcun altro in precendenti occasioni, il Tempio della Tenacia è tenacemente invaso dalle...


per gli Dei della Narrativa... è davvero tantissimo che tornavo qui dentro... meno male che le icone dei comandi sono tutte dove me le ricordavo...


E allora forse è il caso di dare una spolverata. Magari cambio anche il layout. Si vedrà.
Cosa è successo dall'ultimo post a oggi? Oh, molte, moltissime cose. Soprattutto sul piano della scrittura (l'aspetto lavorativo ha visto un ribaltone notevole che, sebbene mi abbia tolto un'entrata fissa mi ha anche allontanato da persone letteralmente deprecabili, mi ha fatto risparmiare ore di viaggio al giorno e mi ha dato molto tempo libero).

Prima di spiegare in altri e futuri post cosa sta succedendo in modo più dettagliato, c'è una singola parola che riempie questi giorni: scrittura.

Sto davvero scrivendo tanto. Prima di Natale ho avuto la mia prima esperienza come Ghostwriter e... caspita, è stato davvero bello. Ho sperimentato momenti di trance creativa, ho scritto su commissione e, sebbene ancora non sia arrivato il pagamento, si è trattato di un lavoro ben retribuito! E poi... poi ho avviato un progetto a cui pensavo da tempo, ma si sono anche aperte interessantissime possibilità.

Insomma... sono in fermento.

venerdì 13 novembre 2009

Pros and Cons

Hanno chiuso Computer Week. Si chiude una parentesi che mi ha visto pendolare su una tratta difficoltosa Lecco-Milano-Cernusco sul Naviglio in una situazione lavorativa che presentava vantaggi a livello personale solo perché mi trovavo a lavorare con alcuni amici (e con altri che... be', vabbe').


E ora sono a casa. Ci sono molti svantaggi, ovviamente.


Il vantaggio? Più tempo per scrivere e ho accettato di portare a termine un progetto molto impegnativo ma anche gratificante. Davvero interessante. E mi sono fatto una cultura su Burgundi, Franchi e Magiari



 

lunedì 12 ottobre 2009

E siamo a due

Ho tolto Detective Stories dalla cartella "Progetti". Ora dovrò dedicargli una cartella "Libri editi". Esce, finalmente. Diventa un libro, edito da 0111 Edizioni e dovrebbe essere disponibile a fine mese o a inizio novembre.


detectivestories
Devo sbrigarmi per organizzare promozioni, presentazioni e attività varie. Il tempo è poco, pochissimo, ma almeno si è verificato un cambiamento nella mia vita che potrebbe offrirmi un po' più di tempo. E ora che il mio secondo libro è fuori... si può cominciare a cercare di far pubblicare il terzo: E Venne la Bestia.

domenica 27 settembre 2009

Kryss ftagn! Ph'nglui mglw'nafh Kryss R'lyeh wgah'nagl fhtagn

Non è morto ciò che in eterno riposa


perché con il passare di strani eoni


anche la morte può morire


 


 


Ehm... tutto questo per dire che ci sono, eh. Ci sono ancora. Racconti in arrivo, un romanzo presto pubblicato. E intanto scrivo: qui.

venerdì 3 luglio 2009

The running man

Promuovere un libro è un'impresa ingente. Anche solo cercare occasioni in cui presentare è un'operazione faticosa. Servono ore di navigazione in Internet, ma anche di chiacchiere e comunicazione. Poi si devono cercare contatti, inviare lettere, fare telefonate, fissare la data. Si litiga per cercare di non spendere e quindi si comncia a organizzare. Un vero lavoro, tanto che ci vorrebbe un reale ufficio stampa. Certo che se poi uno vuole anche continuare a inviare i propri altri romanzi per perseguire la speranza di vederli pubblicati da qualcuno disposto a crederci - e che non chieda soldi in cambio - l'impresa diventa ancora più ardua. Ma io non voglio certo uniformarmi a quello che fanno tutti gli altri... oh no! E allora in tutto questo marasma di pensieri, oltre all'inezia di una vita normale con la Faraona - con i nostri sogni e i nostri obiettivi - ci metto anche il desiderio di partecipare a concorsi e premi letterari e magari di scrivere pure un altro romanzo!
Sì, un vero lavoro. Decisamente. E allora "lavoro", parallelamente al "lavoro" della Faraona, fatto di passione e amore incondizionato oltre che di desiderio di fare la differenza. Ed è bello correre in questo modo. E in questo mondo. E domani siamo a Padova, alla libreria Lupo Rosso di Paola Boni, in via Temanza 11, a presentare Legame Doppio a partire dalle 16:30. E pare che, addirittura, incontreremo... UNDERWORLD76!


lunedì 18 maggio 2009

Come parole nel vento

Abbiamo rinunciato alla Fiera del Libro di Torino. Non ci siamo andati perché quello che avrebbe portato non giustificava la spesa che avrebbe comportato il weekend fuori casa. Andarci solo un giorno avrebbe significato una quantità di azioni da compiere tale da rendere lo sforzo notevole e forse ancora una volta superiore ai vantaggi che avremmo ottenuto.
Rimpianti? No.
Avrei assistito a presentazioni di libri di amici. Avrei visto libri di "colleghi". Avrei girato per i padiglioni prendendo contatti con altri editori, altri scrittori, altre realtà. Cose che forse un giorno avrebbero portato frutti interessanti. Forse no. Oramai comunque è tardi. Nuova pagina.
Mi è stato detto che dopo il Salone del Libro ci sarebbe stata una valutazione. Bene. Un'altra valutazione la sto aspettando (anche se non mi era stato dato alcun parametro in termini di tempo o scadenza. E mentre la vita vortica con mille cose e impegni, code e vibrisse, unghie e bocche affamate, centinaia di spese a cui far fronte e qualche piccola idea per raccimolare qualche soldo, io ricordo il periodo del servizio militare.




All'epoca, in una situazione ben poco Kryss-Friendly ho scoperto una riserva di quiete, una scorta di serenità impensata e preziosa. Mi ricordo bene quel momento. Le quattro copagnie del battaglione d'addestramento erano schierate sul piazzale della caserma di Falconara Marittima. Per ore. Sotto il sole di giugno. E ci si chiedeva cosa sarebbe successo e per quanto ancor avremmo dovuto attendere in quello statodi sospensione della ragione. E quando dubbi e riflessione si assiepavano, portando a livello di ebollizione una situazione di frustrazione già esasperata ecco una raffica di vento primaverile. Odorava di salsedine. Era fresco. E ha fatto stormire gli alberi che costeggiavano il piazzale. E le folte fronte hanno parlato, con una loro lingua segreta, fatta di fruscii e mormorii. E quello è bastato.
Oggi mi sentivo in una situazione simile. E, goccia che poteva far traboccare il vaso, il treno era in ritardo. La stanchezza - mentre attendevo sulla banchina della stazione - mi ha fatto chiudere gli occhi. E ancora una volta il vento mi ha parlato. Vento che proveniva dalle montagne, fresco e profumato. Mi ha accarezzato le guance rasate, rinfrescando la pelle mentre il resto del mio volto era tuffato nel sole caldo del mattino. E tanto è bastato. Ho riacquistato la quiete. Un perfetto momento zen.
E ora, mentre scrivo in treno, so che si ricomincia. Tornerò ad addentare le possibilità di questa vita. Grintosamente, tenacemente. Ci sono idee che aspettano di nascere. Storie che devono essere lette. Il guanto della sfida è raccolto.

mercoledì 8 aprile 2009

Triplice attesa

Come ho scritto altre volte, l'attesa è la parte peggiore - per me - dell'essere scrittore.


Attesa di risultati, attesa di risposte, attesa di "magia".



Vivere l'attesa dei risultati significa attendere e cercare di non pensare troppo alle scadenze di concorsi e premi letterari a cui partecipo, ma anche e soprattutto, lasciare che le vendite vadano come devono andare. Certo la promozione è importante e nessuno è tanto affermato da poter snobbare l'idea di organizzare presentazioni per un proprio libro. Anche se al momento non ho più molta voglia di presentare - ancora - Legame Doppio, quando comunque la distribuzione non è delle migliori e stanno uscendo altre novità. Forse è una fase transitoria e l'entusiasmo ritornerà. Vedremo.
L'attesa di risposte è una brutta compagna. E Venne la Bestia è in giro e ci sono delle possibilità, più o meno concrete. Ma attendere che qualcuno legga, valuti e risponda è davvero davvero difficile. Soprattutto perché la mente corre da sola e tende a riempire le giornate di silenzio con elucubrazioni, sogni e speranze. C'è l'entusiasmo di chi mi sta intorno che è una coperta calda ma... ma è una coperta che avvolge solo me: dovrebbe avvolgere anche chi legge! Certo, mi aiuta a tirare avanti, ma rende l'eventuale risposta negativa un po' più dolorosa.
L'attesa della magia, invece, è qualcosa che questa voltvivo in modo più rilassato. Al momento la mia mente non è occupata da un nuovo romanzo, ma da molte idee differenti. Queste danzano, si accalcano, richiedono attenzione. Ognuna si propone come degna di nota, meritevole di impegno. E magari lo è anche. Ma non posso ancora iniziare a scrivere un altro romanzo. Non posso inseguirlo io. Un'idea scalzerà le altre, le eclisserà, e allora comincerà una nuova fare e le dita torneranno a correre e lo sguardo riprenderà a fermarsi a chilometri di distanza da ciò che sto davvero guardando.
Non rimane altro che aspettare.
...fosse facile!


giovedì 12 marzo 2009

Sono Felice



Be', avevo scritto un bellissimo post, entusiasta e ricco di cose interessanti, perché Sky aveva approvato un mio soggetto, un racconto noir, per farne un cortometraggio, nel senso che avrebbe prodotto un film realizzato da Baseluna basato su una storia che avevo scritto anni fa. Sarebbe stato bellissimo. Eppure quelli di Sky hanno deciso di interrompere tutto. Peccato che ormai avevano dato il via a Baseluna e che quindi questi avessero preparato la sceneggiatura, organizzato il lavoro, noleggiato le attrezzature, cercato le location, contattato i tre attori, pagato loro il biglietto aereo, cominciato a cercare le comparse, recuperato i costumi e le armi. Niente male, vero? Spero che vengano quantomeno risarciti. Peccato, era una buona occasione, sarebbe stata un'ottima voce da mettere sul mio CV di scrittore. Pazienza.
Intanto ho contattato un'importante agenzia letteraria per esplorare la possibilità di essere rappresentato da loro.
Mi chiedo quante volte si debba commettere un errore prima di imparare. Ma forse il problema non è questo, forse il problema è il mio voler sperare. Be', il risultato è stato che si sono detti molto interessati a leggere una mia opera. Se non supera le 200 cartelle mi chiedono SOLO 350 euro. Se invece supera le 200 cartelle, allora la cifra sale a 700 euro (logico, no? se ho scritto una cosa da 201 cartelle pago 350 euro in più! 350 per 1800 caratteri, devono essere parole davvero bellissime per valere una cifra simile). Ah, ma per carità, che non sia di più di 400 cartelle, eh! Manoscritti di più di 400 cartelle non verranno letti! Santo cielo, per una cifra del genere questi signori potrebbero anche sprecarsi a leggere quelle cartelle in più, no? Vabbe'... Questo post avrebbe dovuto intitolarsi I Don't Give a Damn. Era questo il titolo a cui pensavo mentre scendevo a Lecco in auto. Ma la verità è un'altra. Nonostante tutto, le piccole cose di ieri sera e di questa mattina mi hanno fatto realizzare una cosa importante, una cosa che ho scelto come titolo di questo post e di questa giornata.

giovedì 5 marzo 2009

Viaggio in Fondo alle Stelle

Settimana scorsa sono andato assieme a http://snipurl.com/d4vpi a Cuneo, per assistere alla presentazione di Simona Gervasone e del suo romanzo Erszébeth Bàthory - Sangue e Perfezione di Edizioni 0111.
Di fronte alla libreria c'era una bancarella che vendeva libri usati... quando ho visto il vascone con i vecchi Urania non ho saputo resistere: 1 euro a libro. Ne ho comperati 4.


Anni fa, ad Arluno, a casa di una mia zia (MOLTI anni fa, erano gli anni '80), in un garage polveroso ricolmo di oggetti misteriosi e abbandonati, con una vecchia auto coperta da un telo odoroso di olio e umido, mi sono imbattuto in uno scaffale ingombro di strani libretti dalla copertina bianca. Le pagine ingiallite, la carta che profumava di museo e biblioteca, ogni libro presentava un'illustrazione inscritta in una finestra circolare, un oblò. Un oblò come potevano - dovevano - esistere sulla fiancate delle astronavi che poi avrebbero pervaso le mie fantasie. Erano volumi della serie Urania. Erano a decine. Erano misteriosi come mappe sconosciute, attraenti come solo dei libri contenenti avventure e imprese possono esserlo agli occhi di un quattordicenne.
Erano il futuro, scritto da menti sognanti, diffuso dalla misteriosa Urania, dispensatrice di storie terribili e meravigliose, profetiche, catastrofiche, affascinanti e paurose. Parlavano di mutanti, alieni, città in fiamme, palazzi di cristallo, volti enigmatici, mondo inesplorati.


Dopo aver riferito la mia scoperta, mia zia mi ha comunicato che avrei potuto prenderne quanti volevo. Mio padre, mentore e guida nelle mie letture (grazie a lui ho scoperto la Cimmeria e Zamora, il Baxter Building e Asgard, Vulcano e i Klingon) mi ha invitato con entusiasmo a sceglierne qualcuno. E così ho fatto. Scegliendo in base ai titoli, alle illustrazioni. Era come aver scoperto una caverna del tesoro, uno scrigno. Quei titoli sono ora incisi nei miei ricordi
- 44 Storie di Microfantascienza
- Sam Space Spazio-Investigatore
- I Terroristi del Big Bang
- Tre Millimetri al Giorno
- I Sopravvissuti del Wyoming
- Berserker!
- Camminavano come Noi
- Viaggio in Fondo alle Stelle

Da allora, ogni due-tre mesi, avrei prelevato da quel tesoro esotico due-tre volumi. Cibo per la mia mente avida di visioni.


Febbraio 2009, Cuneo. Una fitta di mal di testa mi impedisce di godermi il momento, ma presto viene messa da parte perché, sulla bancarella, eccolo... proprio lui: Viaggio in Fondo alle Stelle, di John Maddox Roberts. Un'avventura spaziale, una space opera, un viaggio alla scoperta di mondi alieni, flotte robotiche, vascelli abbandonati e i misteri del cosmo. Quando l'avevo letto la prima volta aveva spalancato le porte dell'esplorazione spaziale alla mia fantasia, facendomi precipitare su mondi da sogno e terribili. La mia adolescenza non è stata più la stessa. La mia fantasia non è stata più la stessa. Tutto era ora possibile.
L'ho comperato, l'ho riletto d'un soffio. Ora ho potuto valutare meglio l'intreccio e lo sviluppo. Certo, ora conosco e riconosco i problemi che la sua ingenua narrazione incontra e presenta, i meccanismi semplici - quasi banali - di un modo di scrivere molto pulp, nel senso di veloce, popolare, adatto a essere letto in treno, a casa, ottimo per un libro da tenere in tasca. Che bello... è un libro che viene da un mondo in cui questa fantascienza sognante, evocativa di un futuro ricco di possibilità, aveva un vasto pubblico. Erano gli anni in cui negli Stati Uniti usciva la rivista Omni, da noi conosciuta come Futura. Il tempo in cui Ai Confini della Realtà imperversava in televisione, Stephen King e Asimov scrivevano su Playboy racconti adulti, maturi... un'epoca ruggente per la Science Fiction.




Grazie John, mi hai permesso di volare sulle tue navi, allora. E mi hai dato un altro passaggio oggi. Anche io ho fatto il mio Viaggio in Fondo alle Stelle. E ho riassaporato i sogni di allora.

mercoledì 25 febbraio 2009

A volte serve fermarsi a osservare il cammino


Ho ricevuto molte affermazioni di stima e giudizi positivi per quello che scrivo e che riesco a far pubblicare. Ieri però mi hanno fatto i complimenti per il percorso che sto facendo, per il mio cammino formativo nel campo della narrativa fantastica legata all'horror. Be', mi ha fatto molto piacere, perché acquisisco credibilità e "credenziali". Come si può leggere nelle pagine del forum Nuovi Autori (link a lato), "la strada dell'esordiente è lastricata di pubblicazioni".


E allora... ecco il mio Cursus Honorum. Con tenacia.


Romanzo


Legame Doppio, 416 pagine,ghost story, pubblicato nella collana Hellheim (horror) da Asengard Edizioni nel giugno del 2007. Disponibile nelle principali librerie.


 


Racconti


Kosmos 1, racconto di fantascienza terzo classificato al premio 666 Passi nel Delirio, organizzato da La Tela Nera, pubblicato sull’antologia omonima edita da Larcher Editore, settembre 2006. Disponibile su ordinazione.


 


Padre Nostro 2.0, racconto di fantascienza, terzo classificato al premio letterario RILL 2005, pubblicato sull’antologia Viaggio a Mondi Incantati, ottobre 2005. Distribuito in librerie specializzate.


 


La Profezia Armena, racconto horror, selezionato come puntata del serial Il Diacono, pubblicato sulla rivista Horror Mania N.11, Edizioni Master, Giugno 2005. Distribuito in edicola.


 


La Sguattera di Baiedo, racconto fantasy, secondo classificato al premio Realtà Parallele e pubblicato sulla rivista Inchiostro N.6, ottobre/novembre 2004. Distribuito in librerie specializzate.


 


Cena di Famiglia, racconto horror-comico, pubblicato sulla rivista Cult Fiction N.09, edizioni Xenia, Settembre 2004. Distribuzione in edicola.


 


Violino Metropolitano, racconto fantastico-horror, selezionato in seguito al concorso Racconti Metropolitani, realizzato da Upter e il Quotidiano Metro, pubblicato nell’antologia Racconti Metropolitani, Edup, febbraio 2004. Distribuito in librerie specializzate.


 


eBook


La Condanna, racconto horror, presente nell’ebook antologico Piccoli Orrori, edito da Scheletri.com, maggio 2006.


 

mercoledì 11 febbraio 2009

L'Italia è una repubblica fondata su... l'ipocrisia

Il paese diviso sulle sorti di una donna in stato vegetale da 17 anni, con corse legislative per decidere qualcosa a cui forse si doveva o poteva pensare prima. Tutti sulle barricate, tutti indignati. Un imprenditore uccide il ladro che trova in casa. Incriminato. Anni fa una coppia di coniugi è stata massacrata da dei ladri che erano entrati in casa. Il Brasile rifiuta l'estradizione di un terrorista italiano dicendo di temere che questi venga torturato una volta tornato in Italia, ma poi milioni di Italiani celebrano il dio del Calcio inchiodandosi gli occhi allo schermo per gustarsi Italia-Brasile. E non scordiamo Grande Fratello e X-Factor!
E poi... un'emittente televisiva rifiuta di parlare di Legame Doppio, dei suoi spettri e della gente sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale perché... perché l'horror non è adatto al nostro pubblico.


Che strano. E io che credevo che l'orrore albergasse in questo Paese.
Ma va bene, eh. Questo rifiuto è accaduto più di sei mesi fa ormai. Eppure la riflessione è di questa mattina.


Verrebbe proprio da farsi una bella risata. E invece no, apparenze apparenze. Dobbiamo restare rispettabili e seri.
Ma allora mi chiedo...



WHY SO SERIOUS...?


 

giovedì 29 gennaio 2009

Creatori di mondi


Nel validissimo corso di scrittura che sto seguendo assieme a due personaggi di tutto rispetto (http://snipurl.com/axnkp  & http://snipurl.com/axnjf) si parla degli elementi che compongono la narrazione. Tra questi spiccano i contendenti, i competitori, coloro che incarnano il conflitto su cui si basa una narrazione efficace. Questo conflitto può essere tra elementi non del tutto concreti (un personaggio e il suo desiderio di libertà, la protagonista e il tempo, ecc.), oppure tra figure contrapposte. Queste incarnano veri e propri mondi differenti (un padre in lotta con il figlio, un soldato e il suo nemico, un angelo e un demone, ecc.). Affinché i personaggi piacciano, convincano e avvincano, i loro mondi devono essere convincenti e credibili. Perché questo avvenga, il narratore deve poter creare mondi articolati, affascinanti, plausibili. Più un mondo è "reale", maggiore sarà il suo impatto nei confronti del lettore e maggiore la "forza" del personaggio, che risulterà quindi più convincente e interessante (non tanto gradito, perché magari è un personaggio "negativo" ma convincente). Questi mondi sono composti da elementi narrativi (presi a prestito dall'antropologia) che li influenzano e li caratterizzano: TOPOS - ambiente, ETHOS - comportamento, EPOS - memoria, TELOS - futuro, LOGOS - codici, GENOS - legami interpersonali, KRONOS - cambiamento. Questi elementi sono in relazione tra di loro e si influenzano vicendevolmente, sebbene molti antropologi evoluzionisti siano pronti a scommettere che il principale elemento sia il TOPOS. L'ambiente infatti è il primo caratterizzatore delle culture.




Mentre ascoltato tutto questo, pensavo a Battlestar Galactica: l'epopea di un popolo (genos) alla ricerca di una nuova patria (telos) che riesce a sopravvivere ricreando la propria società (ethos e logos) durante un esodo di massa (kronos) verso una meta leggendaria (epos).
Sebbene la flotta dei sopravvissuti costituisca l'ambiente in cui la storia si sviluppa (topos) è l'assenza dei loro mondi che crea la storia: il TOPOS viene annientato nei primi passaggi narrativi. Una narrazione efficacissima (ogni personaggio è un vero mondo a parte) dove l'assenza di uno degli elementi sorregge tutta la saga (che poi non è neanche del tutto vero, perché esistono molti ambienti).



Quella dell'epopea di un popolo in fuga è un'idea che mi affascina molto e sebbene ci siano eminenti precedenti (dall'Eneide in poi), non è da escludere che io non provi ad assaggiare questa narrazione. Di sicuro dovrò studiare. Al momento la cosa più valida di questo corso è l'indicazione degli errori da non commettere (indicazione implicita: nessuno punta indici!). Sono molto soddisfatto dall'aver scoperto che alcuni degli elementi che meno mi piacciono negli scritti di certi scrittori (la ricercatezza di termini aulici, la costruzione di popoli poco credibili, il ricorrere a lingue e noni inventati per poi tornare all'inglese, personaggi piatti o il non pensare alle conseguenze o alle origini delle personalità) e che quindi avevo interpretato come debolezze sono proprio errori e scivoloni. Certo, almeno secondo quanto detto da questo corso... perché poi rimane un'unica grande regola immutabile: de gustibus non disputandum est.


martedì 27 gennaio 2009

Writers of the Storm

Sono molteplici le fonti distrazione. E non parlo solo di quegli imput che distolgono dal lavoro che stai facendo, quanto di tutte quelle cose che possono farti deviare dalla strada che hai scelto. Impegni di lavoro, parenti, amici. La vita irrompe prepotentemente, ti prende per il bavero oppure - più spesso - per la collottola, ti scrolla e ti sogghigna. "Cosa vorresti fare, eh?!? Dove volevi andare? Non lo sai che il tuo posto è questo? Non lo sai che sono queste le cose che puoi fare... e basta?!?".




Si tratta di una vera tempesta, la vita, che cerca di stracciarti le vele, di strapparti il timone, ha correnti sotterranee che cercando di portarti fuori rotta. Serve un timoniere molto saldo per rimanere sul percorso prefissato. E serve un bravo pilota per leggere i portolani e tracciare la rotta. E poi... serve il costante, istancabile, ingrato e monotono compito di remi e muscoli. schiene curve e dita danzanti. Solo così si può arrivare alla fine. Solo così si può giungere all'ultimo giro di correzioni senza mollare tutto lungo la via. E poi? E poi bisogna scegliere cosa fare, a chi affidare questo nuovo sogno messo su carta.

giovedì 22 gennaio 2009

A denti stretti

La mente umana ricerca la sicurezza nella routine. La normalità di cose preordinate e quindi affidabili, fornisce al nostro inconscio la sicurezza che questo giorno sarà simile al precedente e, se il precedente nessun mostro è venuto a divorarci dal buio fondo della notte, allora probabilmente ce la caveremo anche oggi. Per questo motivo l'ordine viene inconsciamente percepito come un rifugio sicuro. La simmetria, la pulizia, una sequenza ordinata di eventi sono cose "positive". Questo ha fatto sì che uno dei più efficaci - e quindi usati - meccanismi narrativi si basasse proprio sull'ordine, sulla sua distruzione e rinascita. Praticamente qualunque grande racconto si basa su questa formula. Per esempio... in Inghilterra una volta c'era un re. Poi il re cadde e il regno piombò nel caos. Infine un giovinetto estrasse la spada dei re e cominciò una nuova era. Ordine, disordine, nuovo ordine: una saga secolare. Questa formula - che ricorre nelle fiabe (non per nulla i bambini amano sentirsi raccontare sempre la stessa fiaba perché così assistono alla riaffermazione delle certezze su cui stanno costruendo la propria personalità) in realtà si ripete anche nella nostra vita. La ricerca dell'ordine è uno dei nostri obiettivi. E se questo viene meno, il nostro obiettivo diventa la ricerca di un nuovo ordine. Funziona anche quando uno scrive e vuole farsi pubblicare. Ordine: la vita normale. Disordine: nasce una nuova storia che con le emozioni della sua composizione, getta scompiglio nell'ordine precedente. Ricerca del nuovo ordine: bisoga dare "realizzazione" alla storia e riuscire a pubblicarla sarebbe la giusta sublimazione di questo sforzo, sarebbe la realizzazione di un nuovo ordine, dove tutte le tessere del puzzle vanno ai propri posti.
Nel romanzo It, uno dei protagonisti vive una vita priva di ordine a causa di una forte balbuzie. Per ripristinare l'ordine, si affida a una specie di mantra: continua a ripetersi...


Stanno stretti sotto i letti
sette spettri a denti stretti


Seguire una procedura aiuta a convivere con il disordine e ci porta a tendere verso un nuovo ordine. Per questo l'efficace scrittura creativa deve essere disciplinata. L'adozione di un "modulo", di un metodo, ci serve navigare attraverso il caos. Scrivo, stampo, correggo, riscrivo. Per il momento il metodo è questo. E cerco di non guardare, non pensare a quello che potrebbe accadere domani: le scelte, le possibilità, portano scompiglio nell'ordine precostituito e a volte il nuovo ordine, fa paura. E allora scrivo, stampo, correggo e riscrivo.



A denti stretti.

martedì 20 gennaio 2009

Everybody dance, now!

Non ce la faccio.
Io non sono una di quelle persone che riesce a rimanere "immobile". Io continuo a muovermi, a pensare, ideare. A sognare. A volte pure troppo. Ci sono davvero molte cose che vorrei fare o che almeno vorrei provare.
Una cosa che ho imparato è che se c'è poco tempo perfare quello che vorrei, di sicuro non serve a niente lamentarsi di non avere tempo. Voglio scrivere? Voglio davvero? Allora il tempo deve saltare fuori. Punto. Basta lamentarsi, è il caso di darsi da fare. Basta compiangere eventuali fallimenti. Come dice il nonno di Igor - buon'anima - in Frankenstein Junior di Mel Brooks...


Se la sorte è stata amara
e mancato t'è il successo,
smetti di far castelli in aria
e vai a piangere sul...


Quindi, se voglio fare, basta indugi. Sotto! Per carità, va tutto bene, eh! Anzi, va così bene che sto cercando di essere grato ogni singola mattina.


Grato per quello che ho e per quello che avrò.


Così grato che mi vien voglia di fare la danza. Proprio come Ewan e Dio.


http://www.youtube.com/watch?v=z2eMuOUzEuU

giovedì 8 gennaio 2009

Metti un Chris a Roma...

Si va a Roma. Legame Doppio approda nella Capitale e si rivolge alla Città Eterna facendo l'occhiolino soprattutto alla sua natura di "Capitale del Cinema Italiano".



 

Eh, già!

 

I bravissimi ragazzi di Baseluna Film sono riusciti a far partecipare il Booktrailer di Legame Doppio (e anche il gustosissimo filmato di backstage) a un festival di cortometraggi (uno dei più importanti!). E l'organizzazione ci ha voluti (loro Baselunici ed io, in veste di autore del romanzo) come ospiti.

Domenica 11 gennaio, intorno alle 22,00 la serata di proiezione dei cortometraggi al Lian Club (in via degli Enotri) vedrà la presentazione di Legame Doppio. Graziano Molteni, regista di Baseluna introdurrà il booktrailer e parlerà della sua realizzazione, mentre io mi occuperò di parlare di questo romanzo meneghino in quel de Roma. Aho!

 

Mi faccio una bella sfacchinata: parto dal paesello e mi faccio un'ora di treno (domenica), poi calo sempre in treno fino all'Urbe. Ceno. Presento. Dormo in un alberghetto coi sorci. M'arzo presto (scusate, sto imparando un po' di dizione locale) riprendo er treno e vado a lavorare in redazione ('tacci loro...!). Poi a sera prendo nuovamente il treno e vado a stramazzare tra le braccia della consorte (la Faraona) nuovamente al paesello. Perché? Pubbliche relazioni: pare che il Lian Corto Festival sia un terreno molto fertile per contatti con produttori, registi, soggettisti, attori, ecc. ecc.

 

Credevo d'aver smesso di fare il PR. Ma almeno questa volta faccio il PR per me.


...e intanto qualcuno mi ha fatto un grandissimo regalo



grazie Underworld76!

venerdì 19 dicembre 2008

A colpi di scalpello

Non aggiorno questo blog da molto, troppo tempo.


Ho avuto molto da lavorare, sono stato male, ho avuto le serate impegnate... scuse, tutte scuse.


Su Youtube c'è un video che mostra Stephen King come relatore a una conferenza. QUalcuno gli chiede come sia possibile trovare il tempo per scrivere se si conduce una via normale. Lui risponde che il tempo per scrivere - se si vuole essere scrittori - lo si deve trovare. Scuse come "non ho tempo", non giustificano il fatto di non aver scritto, perché allora significa che esistono cose più importanti, a cui diamo più importanza e allora, prima di essere scrittori, siamo altro. Amaro, spietato... ma vero. Poi ovviamente ci sono una serie di sfumature a questo discorso, tra cui il fatto che si può essere scrittori e dedicarsi alla propria musa anche senza materialmente scrivere. In effetti uno scrittore non smette di essere tale in quel periodo che intercorre tra la stesura di un lavoro e quello successivo. In mezzo si possono fare correzioni, revisioni, prendere appunti e pensare a nuovi progetti.


Ecco. Io in questo momento ne ho fin troppi. Ora che attendo di ricominciare la revisione di E Venne la Bestia e che aspetto di decidere cosa fare o non fare con Deadective Stories, mi ritrovo in un turbine di idee e progetti per nuovi racconti, nuovi romanzi, anche di generi diversi. Le montagne della nostra valle reclamano un impegno di tipo fantasy, influssi esterni e vecchie idee mi tirano per una manica verso la fantascienza e il cyberpunk, l'orrore e il sovrannaturale si ripresentano in ogni situazioni con scenari che scaturiscono da qualcosa di tanto semplice come la visita alla vecchia scuola della mia Faraona. Quante idee... le lascio fare. Le lascio turbinare, girare, danzare. So che quando sarà il momento - proprio come è accaduto con E Venne la Bestia - quando the stars are right, un soggetto, uno spunto germoglierà. E allora richiederà attenzione. E in una frenesia creativa, picchierò sui tasti del portatile, in un'improvvisazione jazzistica, in un lavoro di scavo quasi archeologico che porterà alla luce un nuovo romanzo. Un po' come quando si scalpellano via pezzi di marmo da un blocco informe che però già racchiude una forma unica.




E intanto... obiettivo premi letterari.

martedì 9 dicembre 2008

Sospeso

Ancora una volta mi trovo sospeso (che può anche dire che volteggio, eh...!).



Finita la prima revisione di E Venne la Bestia (per gli amici EVB), sto lasciando passare del tempo prima di riprenderlo in mano. Credo molto in questo romanzo, ma devo ancora sistemare alcuni piccoli aspetti. Ritengo che dal punto di vista della trama e del succedersi degli eventi sia a posto. Un piccolo esame a cui viene sottoposto in questi giorni mi dirà se è anche efficace dal punto di vista delle emozioni e del'azione. Bisogna pazientare... il lavoro più difficile per il tipo di scrittore in cui mi sono trasformato: lo scrittore ansioso e affamato di risultati.


Lo so, lo so... ci si dovrebbe godere il viaggio invece che essere rivolti solo alla meta ma... diamine, provate un po' voi a mettere così tanto di voi stessi in una storia e poi vediamo se non vi viene da ringhiare all'idea di dover aspettare, aspettare sempre!



Mi concentro su altro. C'è un'agenda da realizzare, anche se la voglia latita.


E poi c'è un ottimo premio letterario a cui parteciperò. Si chiama Orme Gialle ed è rivolto a racconti gialli, polizieschi e noir, con tutte le altre sfumature possibili (senza esagerare). Parteciperò con un racconto pulp, violento e veloce, scritto in terza persona e al presente. Si intitola Nailmaster 2000 e ha come tema... il martello. Come diceva un comico tempo fa: "Pulp... molto pulp. Pure troppo..."



Peccato che ancora una volta, dopo aver inviato, dovrò aspettare!!!

mercoledì 3 dicembre 2008

Spettri nel cuore Giallo di Milano

Giovedì 27 c’è stata la presentazione milanese di Legame Doppio. Mi sono preparato a lungo, ho cominciato a organizzare questa presentazione il luglio, con le prime telefonate. Mi sono dato da fare, ho cercato contatti, ho lavorato, ho scritto comunicati, li ho inviati, ho fatto anche da mangiare! Quanti pensieri, quante preoccupazioni… tanti, troppi problemi. Nel senso che alla fine sono io che me ne sono fatti troppi.


 


Come è andata?


È andata bene. Benissimo! Ho rivisto molti amici. Ho conosciuto molta gente che non conoscevo. Persone note e meno note mi si sono strette intorno e mi hanno fatto sentire il loro supporto. Ho ricevuto una mano enorme da una persona eccezionale che mi si è avvicinata grazie alla qualità di quello che ho scritto: il mio romanzo (e se mi conoscete sapete che non mi è facile ammettere una cosa come questa). Laura Antonini. Mi ha fatto un regalo grandissimo, è stata presentatrice e conduttrice di questa presentazione. Ha speso per me (in pubblico ma anche in privato) delle parole che mi stanno facendo riflettere che mi stanno facendo prendere delle decisioni sul futuro dei miei libri (decisioni che forse avevo già preso e che dovevo realizzare). Ha parlato con emozione, con passione, della mia storia, dei miei personaggi. Come potrò mai ringraziarla davvero? Conduce Megajay, il sabato e la domenica su Radio Deejay e parla dei libri che le sono piaciuti. Sono in debito, ma è un piacere.


 


vito kryss laura DSCN1596


 


Alla presentazione hanno partecipato anche Vito Di Domenico, amico di lunga data e sceneggiatore di Baseluna Film. Ha parlato del booktrailer, della magia del fare, del realizzare film.


Abbiamo visto anche due dei tre protagonisti: Laura Milani (che ha interpretato Catia) e Raffaele Farina (lo Spettro).


 


laura milani DSCN1604


raffaele DSCN1598


 


Il terzo protagonista, Jack il gatto, era a casa dei miei… a fare danni di sicuro.


 


E poi c’è stato un bellissimo regalo da parte di mia sorella: un pensiero e un ringraziamento per tutti i partecipanti.


 


 questa


 


E poi… vedere la mia Faraona, felice tra amici ritrovati, sorridente… impagabile!


 


Un momento in particolare non lo scorderò mai. Dopo la presentazione è scattato l’assalto al buffet che avevo preparato (spiedini pomodoro e mozzarella, salame della Valsassina, patatine e chili con carne). Assaltato da gente che voleva la firma sul libro e risposte a domande varie, non ho potuto arrancare verso le cibarie. Ma a un certo punto qualcuno mi ha infilato nella mano un bicchiere di fragolino. Sul bicchiere c’era un’etichetta con una sola parola


 


“AUTORE”



...e in più Graziano Molteni, regista di Baseluna, ci ha portato una gradita sorpresa: il DVD con il backstage del booktrailer, prontamente proiettato



http://www.youtube.com/watch?v=nK9n0GEOXVs