mercoledì 16 maggio 2007

Ed eccoci!

È un periodo estremamente intenso e ricco di emozioni.


Una delle emozioni più grandi mi è giunta l’altra mattina, guardando questa foto


 



prove_stampa  


Legame Doppio è andato in stampa. I primi libri di Asengard stanno arrivando. Presto Legame Doppio e Il Sigillo del Vento di Uberto Ceretoli saranno in libreria.


Non vedo l’ora di ricevere le prime copie!

lunedì 14 maggio 2007

Senza limite

Ironico che l'ultima cosa che abbia scritto parlasse del tempo... È diventata una di quelle "Ultime parole famose". E infatti è passato tantissimo da quando ero su splinder l'ultima volta. Be', rieccomi. Stanno accadendo cose, ovviamente. Traslochi, esami, nozze... e altre che stanno per realizzarsi. E non vedo l'ora di tutto.


Nel frattempo sono andato avanti a correggere e scrivere. E a leggere. Sto leggendo I Miei Luoghi Oscuri, di James Elroy, lo stesso di LA Confidentiale e La Collina dei Suicidi. Stile molto interessante, estroso, folle. A tratti un documentario, altre volte una voragine di noir. Ma si può imparare molto. Come per esempio il precetto a non fermarsi, non farsi mai fermare da niente prima di provare. Non esiste alcun argomento per quanto scabroso, nessuno stile innovativo o idea balzana che possa o debba fermare qualcuno dal provare a realizzare le proprie idee.


Ecco. Voglio vivere - e scrivere - così. Senza limite (in senso positivo, si intende).


mercoledì 11 aprile 2007

It's raining cats and dogs... Ain't it amazing?

"Voglio diventare uno scrittore ma non ho il tempo per scrivere".


Quante volte pronunciamo questa frase? Quante volte tutti coloro che nutrono questo sogno si uniscono sotto questo stendardo lamentoso?


La notiziona è che non si può avere più tempo. Non più di quello che ci è stato concesso - you had what everybody gets: a lifetime, questo dice la Death di Neil Gaiman - perché l'unica soluzione sarebbe quella di fare un bel 6 al superenalotto. Vogliamo continuare ad attendere che l'Improbabile si verifichi? E nel frattempo...? Navigare tra i problemi e le priorità, rinunciando a scrivere, a finire un romanzo, iniziare un racconto? Fino a quando...? Fino a quando non ci troveremo in pensione? Vecchi, stanchi e troppo ammuffiti nel fisico e nelle mente per aprire il cassetto polveroso in cui abbiamo chiuso il nostro sogno?


No.


Scrivere, se è davvero quelo che vogliamo nella nostra vita, è proprio come avere un figlio. Dobbiamo metterlo da parte - questo bambino che aspetta di crescere - perché il lavoro richiede tempo? Dobbiamo rinunciare a lui per far fronte ai molti impegni di parenti, medici, bollette, commissioni? Non credo proprio.


I problemi piovono, le commissioni grandinano, la bufera degli impegni ci schiaffeggia. Ma dobbiamo ergerci, trovare saldezza ed ergerci.


Lo so, viene da 300... Che fumetto... che film. Bravo Frank Miller, un fumettone carico ed estremo, riadattato in chiave cinematografica. Una favola a tinte fosche e forti. Nulla di realistico ma... non è forse questa la sostanza del mito? Descrivere con colori forti concetti elementari, usare immagini forti per poter essere capiti da tutti?


E trovare il tempo per fare tutto. Non significa finire un romanzo in una notte... può bastare anche mettere giù due righe, o correggere qualche pagina. Poco alla volta. Costantemente. La vita non è così irriconoscente come sembra. Gli elementi ci schiaffeggiano ma c'è tanta bellezza intorno a noi che ci dimostra come non piova per sempre.


Il mondo è in equilibrio.


Corro dietro un lavoro che diventa frenetico... e una coppia di anatre in volo la mattina presto mi fa sapere che il mondo va avanti nonostante i casini lavorativi, splendido e indifferente. Mi affanno dietro pensieri e progetti impegnativi e un falco che si libra a mezz'aria, in caccia, di fianco alla tangenziale, mi fa spalancare la bocca, mi fa stupire, e mi dice che si può riuscire a fare anche quello che sembra impossibile. Mi preoccupo per le cose che verranno... e un cane irsuto e scarmigliato che corre come un matto (pardon, matta, anche se il termine tecnico è "corre a bussolotto") in cerchio, mi ricorda che godersi il momento è la cosa migliore.


Piove.


 Tanto, tantissimo.


Ma io sto scrivendo e correggendo.

venerdì 30 marzo 2007

lunedì 26 marzo 2007

Atmosfere

Basta


Devo assolutamente riscuotermi da questa specie di torpore. Attendo news da parte di Asengard Edizioni con un’ansia che non mi si addice. La questione si protrae ma devo imparare a vivere queste attese nel modo migliore. Questo blog è nato per parlare della mia esperienza relativa alla scrittura, non SOLO per Legame Doppio. Quindi… sotto!


 


Sto rileggendo il ciclo di Shannara. La prima Trilogia. È semplice, poco originale, a tratti ingenua. Eppure si tratta dei PRIMI romanzi fantasy che io abbia mai letto, pertanto mi sono piaciuti moltissimo e avranno sempre un occhio di riguardo da parte mia.


Brooks è bravo a descrivere le atmosfere di viaggio. I bivacchi, le cene di fronte al fuoco i paesaggi… sono questi i suoi punti forti. Punti forti che mi piacerebbe riuscire a trasmettere nel mio progetto fantasy. Ci devo lavorare. Peccato che il mio mondo sia… riarso (quello di cui scrivo eh, non il MIO mondo. Questo ultimo va alla grande).



martedì 6 marzo 2007

On the road

Il percorso continua, anche se a volte ci si ritrova su lunghi rettilinei. È chiaro che il viaggio sta continuando, ma quando la strada si snoda dritta, senza punti di riferimento certi, senza svolte in vista o quando la meta è coperta da un ostacolo, a volte ti sembra di non viaggiare.


Qualcuno mi ha detto che è come se ci fosse un albero lungo la strada ;)


Bisogna decidere cosa fare. Aggirarlo o toglierlo di mezzo. L'immagine che ho messo NON È un suggerimento. Ma mi piaceva molto, perché indica operosità. E quando le cose si fanno incerte, non mi piace rimanere con le mani in mano, preferisco davvero l'approccio grintoso.



E intanto, comunque, si continua. Asengard mi ha offerto una grande possibilità: quella di inserire sul blog della casa editrice stralci di esperienza relative a Legame Doppio (ma non solo). È stato pubblicato un mio nuovo intervento, questa volta relativo alla struttura narrativa di Legame Doppio. Mi piace molto scrivere questi interventi... è un po' come fare delle presentazioni per addetti ai lavori, approdondendo punti importanti o "sensibili" dello scrivere e vedersi pubblicare un romanzo.


Grazie



http://www.asengard.it/blog/?p=31

giovedì 1 marzo 2007

Questione di incipit


Durante la mia esperienza nel mondo lavorativo dei giochi di ruolo ho imparato che le storie migliori dal punto di vista del coinvolgimento sono quelle che iniziano con qualcosa che getta i partecipanti subito nel vivo dell’azione. Chi mi ha insegnato questo portava come esempio i film di Spielberg e di Lucas. Mi vengono in mente i primi minuti di Salvate il Soldato Ryan, Guerre Stellari, I Predatori dell’Arca Perduta… I titoli di testa sono ancora sullo schermo e già sta succedendo di tutto.


È un buon metodo per cominciare anche un romanzo.


Ogni autore sembra avere degli incipit standard… almeno per quanto riguarda alcuni filoni. I romanzi di King ci danno una panoramica del setting, introducendo piano tutti i pezzi sulla scacchiera e poi muovendo i primi. Proverbiale è la descrizione al presente, letteralmente a volo d’uccello, della cittadina dove è ambientato La Casa del Buio.


Lovecraft comincia spesso in modo epistolare, con ultime memorie, lasciti, lettere o dichiarazioni che ammoniscono il lettore dall’intraprendere imprese esplorative e lo invitano a riflettere su una realtà che solo apparentemente è quello che è. La Cosa sulla Soglia ha uno degli incipit che preferisco: “È vero: ho sparato sei colpi in testa al mio migliore amico, ma spero di dimostrare, con quanto racconterò, che non sono il suo assassino”. C’è tutto: dramma, azione e mistero… oltre a rammarico e timore e una rassegnata disperazione che gelano e avvincono da subito.


Howard, con le sue storie di Conan, modulari, segue un approccio standard che ricorda molto quanto Proton mi ha recentemente raccontato in merito al modo di scrivere sceneggiature per la serie di Mike Hammer.


Le prime righe di una storia sono sempre importantissime… non per nulla si dice che “Anche il viaggio più lungo comincia con un piccolo passo.”


Legame Doppio comincia con un “Ciao”. Un saluto che ho lanciato svariati anni fa. Compare sullo schermo di un computer… come se io stesso stessi pronunciando quel saluto. Accidenti, non vedo l’ora di rileggerlo su carta.


Sto lavorando su altri due romanzi… ne ho all’attivo tre, con Legame Doppio. Eppure in tutti e tre ho tre diversi incipit. Un saluto al computer e il brillamento di una bomba nel primo. Una minaccia in una registrazione e una riunione lavorativa nel secondo. Un funerale e un’impresa cavalleresca nel terzo.


Eclettico o ancora confuso?